È giovane il futuro delle Cooperative Sociali

È giovane il futuro delle Cooperative Sociali

Verona Fedele, 30 giugno 2024

«I giovani non vogliono impegnarsi, si sente dire spesso: ma c’è il posto dove possono farlo? C’è la volontà di pensare che possano mettere a frutto le loro competenze entrando in un consiglio di amministrazione a 25, 30 o 35 anni? Quando parliamo di cooperative sociali, la risposta a questa domanda è sì».

Così il prof. Giorgio Mion, docente di Economia aziendale all’Università di Verona ed esperto di Terzo settore, ha inquadrato l’apporto delle nuove generazioni in queste realtà nel Veronese. L’ha fatto dal palco dell’auditorium “Mario Pigozzi” di Tregnago, durante l’incontro “Il futuro della cooperazione sociale”, organizzato lo scorso 20 giugno dalla cooperativa sociale Monteverde, che opera dal 1986 nella val d’Illasi e in Lessinia, col patrocinio del Comune di Tregnago e del Dipartimento di Management dell’Università di Verona.

Con la partecipazione e le preziose testimonianze di…

Giorgio Mion – Professore associato di Economia Aziendale nel Dipartimento di Management dell’università di Verona

Sono professore associato di Economia Aziendale nel Dipartimento di Management dell’università di Verona, dove insegno, tra l’altro, Business Ethics ed Economia e imprese sociali. I miei temi di ricerca riguardano, in particolare, il terzo settore e l’etica d’impresa. Collaboro con numerose organizzazioni non profit e sono direttore del Master in Management dei servizi sociosanitari.

Roberta Castagnini – Presidente Monteverde Onlus

Sono psicologa –psicoterapeuta dell’età evolutiva, Presidente di Monteverde e direttrice dei servizi alla persona. I valori fondanti della cooperazione e in particolar modo di Monteverde mi hanno permesso di conciliare la professione con il mio progetto di vita. Nel mio agire quotidiano cerco di promuovere i valori della cura, dell’attenzione, della capacità di osservare in modo analitico per poter elaborare risposte specifiche alle persone che si trovano in uno stato di bisogno e fragilità. Sono convinta che la passione per questo lavorosia un grande dono che ho ricevuto gratuitamente e che cerco di condividere con tutti i colleghi cooperatori ed in particolar modo con i giovani, certa che saranno protagonisti capaci di generare in modo innovativo Bene Comune, spinta che ha fatto muovere i primi passi ai pionieri della cooperazione che oggi ci lasciano questa inestimabile eredità.

Giovanni Soriato – Vicepresidente Monteverde Onlus

Sono socio fondatore della Cooperativa Sociale di Solidarietà Monteverde Onlus e attuale Vicepresidente.  Il mio proposito in cooperativa è di promuovere i valori della cooperazione e dell’attenzione alla persona affinchè la mutualità tra i soci si intrecci con i valori della solidarietà e dell’inclusione, con la finalità di essere sul territorio “impresa di comunità” in grado di attivare risposte ai bisogni sociali in un contesto di sostenibilità sociale, economica ed ambientale. Collaboro nel team di Marketing-Comunicazione-Fundraising seguendo in particolare i grandi donatori e i lasciti, chiedendo ai donatori di diventare “protagonisti di un progetto sociale” assieme a Monteverde. Credo che il dono sia la più profonda e vera espressione all’interno di ogni relazione.

Francesco Tosato – Direttore Generale Monteverde e Presidente dei Gruppo Giovani di Confcooperative

Da sempre appassionato di terzo settore e di sostenibilità integrale, in cooperativa coordino e supporto i singoli responsabili nella gestione delle proprie attività, orientandoli allo sviluppo ed al miglioramento continuo per il fine ultimo dell’organizzazione: il bene della comunità intesa come persone e come ambiente in cui esse vivono. In Confcooperative, sono promotore della formazione dei futuri dirigenti cooperativi e dei percorsi di passaggio generazionale e sviluppo organizzativo nelle cooperative. Credo fermamente nella valorizzazione della diversità e delle competenze, attraverso la leadership diffusa.

Giulio Zenari – Assistente sociale [Referente progetti per l’Adolescenza e Abitare Autonomo] Monteverde Onlus

Sono un assistente sociale che lavora in diversi servizi della cooperativa sia dell’area famiglia e minori, in modo particolare in quelli rivolti per l’adolescenza, sia nell’area disabilità come il progetto Abitare Autonomo. Gestisco poi l’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Vestenanova sempre in collaborazione con la Cooperativa. I valori personali e professionali li ho trovati fin da subito nel mondo della cooperazione ma soprattutto nella cooperativa Monteverde, molto attenta al valore, la dignità e l’unicità di ognuno, in un ruolo sociale e politico con le persone e la comunità.

Diletta Mazzocco – Coordinatrice dell’area minori e famiglia e psicoterapeuta Monteverde Onlus

La mia formazione mi porta ad osservare e conoscere le forze che determinano lo sviluppo della persona, donando ad ogniuno: la forma in cui si identifica, si manifesta, e con cui abita le relazioni. La cooperativa Monteverde,  mette la Persona al centro ed è un terreno fertile  per il mio lavoro, dove ho l’ambizione di mettere ogni persona nelle condizioni di esprimere il meglio di sé. Processo reso possibile nella relazione di confronto, scambio e obiettivi condivisi.

Davide Milani – Coordinatore area disabilità e fragilità

Nel mio lavoro quotidiano cerco di trovare soluzioni che possano essere efficaci per le persone con disabilità e fragilità del territorio. Sono una persona che difficilmente dice di no e che non si arrende facilmente: le sfide quindi mi incuriosiscono. In Monteverde infatti ho trovato una realtà che ascolta i bisogni e cerca, in tutti i modi, di dare risposte. Sono inoltre fermamente convinto che il cambiamento nella nostra società e nel nostro mondo sia raggiungibile solo se si supera l’egoismo e si agisce in un vero spirito cooperativistico.

Adriana Vallisari – Giornalista

“Ti andrebbe di presentare un incontro pubblico con Vito Mancuso per il nostro trentennale?”. Era il marzo del 2016: l’allora presidente di Monteverde, Giovanni Soriato, cercava una giornalista per condurre la serata col noto teologo, per trattare un tema affascinante quanto complesso: disabilità e fede. È iniziata così la mia collaborazione con Monteverde. Negli anni è cresciuta: mi sono occupata dell’ufficio stampa della cooperativa e, dal 2018, anche del giornale semestrale Ti racconto Monteverde, che fa conoscere all’esterno la vita, le attività e i servizi portati avanti ogni giorno. In un mondo in cui a fare clamore sono spesso le cose negative, qui cerchiamo di far emergere le buone notizie. Ne trovo sempre tante, in Monteverde, e non potrebbe essere altrimenti: è un luogo pieno di persone di valore e di grande umanità.

I numeri

Il prof. Mion ha fotografato il fenomeno della cooperazione sociale a Verona.

«Ci sono 232 imprese sociali con sede a Verona, di queste 200 sono cooperative sociali con sede in 51 Comuni veronesi, ma se andassimo a vedere l’operatività, arriverebbero a coprire tutti e 98 – ha illustrato –. Contano più di 6.500 lavoratori, per un fatturato aggregato di 330 milioni di euro».

Significativi sono stati i numeri relativi alla parità di genere e alla partecipazione giovanile, «fondamentali se vogliamo pensare a un’evoluzione in senso positivo di questo mondo, e del mondo in generale». A differenza delle imprese di grandi dimensioni o di quelle quotate, in cui per incoraggiare la presenza femminile è servita una legge, nelle cooperative sociali veronesi le donne sono ben presenti.

«All’interno della governance, ci sono 63 cooperative sociali su poco meno di 200 che hanno una maggioranza femminile; 117 hanno una maggioranza maschile e ce ne sono 8 in cui i due generi si equivalgono – ha spiegato il docente –. La cooperazione sociale è dunque un laboratorio di partecipazione: non solo perché i lavori di cura sono tradizionalmente sono legati alle donne, ma perché c’è davvero un protagonismo all’interno del governo delle cooperative sociali». Il 45% delle coop sociali veronesi, inoltre, ha una presidente donna: un segnale positivo che sottolinea la vitalità e anche la capacità di intercettare alcune dinamiche che nel restante mondo economico faticano ad affermarsi.

E i giovani?

Un altro tema interessante uscito dal convegno riguarda la partecipazione giovanile.

I consigli di amministrazione delle cooperative sociali che hanno almeno un 42enne nella governance sono il 59%; il 37,2% ha almeno un under 35. Sulle 1.082 persone che fanno parte dei cda delle coop sociali scaligere, si trovano 97 giovani con meno di 35 anni e 229 sotto i 42 anni. Gli over 67, invece, sono 172 (curiosità: risulta iscritta nelle banche dati della Camera di commercio ancora una persona di 94 anni che partecipa alla governance di una cooperativa sociale).

«Baumann scriveva che oggi il lavoro tende a perdere senso a favore del consumo, quindi non mi interessa il luogo del lavoro, cosa faccio, con chi lavoro, perché lavoro, ma mi interessa avere una soddisfazione economica – ha spiegato il prof. Mion –. Il futuro della cooperazione sociale sta nell’intercettare quella domanda di senso che altrove non si trova e che ha bisogno di essere alimentata».

Le testimonianze

E proprio questa possibilità di sperimentarsi fin da giovani o giovanissimi è stata raccontata da cinque cooperatori sociali che hanno scelto di diventare soci di una cooperativa sociale, ricoprendo incarichi di peso.

Nello specifico, di Monteverde, nata nel 1986 all’ombra del campanile di San Zeno di Colognola ai Colli, con l’intenzione di dare servizi alle persone con disabilità, fino ad allora tenute chiuse nelle case. «Un impegno che in 38 anni è cresciuto e si è allargato dalla disabilità ai servizi per minori e famiglie, trovando nel lavoro e nelle relazioni la chiave per dare dignità alle persone fragili», ha raccontato il presidente onorario Giovanni Soriato, uno dei soci fondatori, che a breve andrà in pensione ed è stato ringraziato da istituzioni, enti e soci.

«Sono entrata a 25 anni in cooperativa: ho iniziato facendo l’educatrice d’estate, in un laboratorio dove si faceva assemblaggio – ha raccontato la quarantenne Roberta Castagnini, prima presidente donna della cooperativa sociale Monteverde, che nel 2023 ha raggiunto più di 3mila persone e conta 120 fra dipendenti e collaboratori –. Ogni giorno tornavo a casa sporca, ma estremamente felice, perché tra queste persone mi sono sentita a casa, ricoperta dall’affetto autentico degli utenti, dalla fiducia dei colleghi: non mi sono mai sentita giudicata, ma sempre valorizzata; sono rimasta perché sono grata di tutto quello che mi ha dato e continua a darmi Monteverde».

«Era il 2007, avevo 24 anni, ero laureato in Economia e stavo seguendo un corso post-universitario che mi ha permesso di conoscere il mondo delle imprese cooperative, dove la persona viene messa al centro del modello d’impresa – ha aggiunto Francesco Tosato, direttore di Monteverde e presidente del Gruppo Giovani di Confcooperative Verona –. Sono rimasto quando mi hanno detto che, appena socio, potevo addirittura votare il presidente: il massimo in termini di democrazia applicata all’impresa».

Per tre under 40 questa cooperativa sociale è stato il luogo in cui sperimentare nuovi servizi e crescere professionalmente. «Io sono arrivata dopo un’estate al centro estivo e ho avuto l’opportunità di lavorare a progetti per l’area Minori e famiglia, di cui oggi sono coordinatrice, mettendo a terra i miei sogni di giovane psicologa in formazione», ha sottolineato Diletta Mazzocco.

«Nell’anno tra la quarta e la quinta superiore ho cercato un posto dove potessi fare un’esperienza di stage e l’ho sperimentata, molto forte, in Monteverde, dove sono tornato nel periodo Covid, come volontario nel centro estivo, poi lavoratore, socio lavoratore e, da fine maggio scorso, anche come componente del Cda», ha spiegato il 27enne Giulio Zenari, assistente sociale e referente dell’area adolescenti della coop.

«Lavoro nella cooperazione sociale da 15 anni e ho scelto di rimanere in quest’ambito perché gran parte della nostra vita la passiamo al lavoro e trovare un posto dove ci si sente a casa, dove c’è la possibilità di esprimersi e di proporre dei progetti credo sia impagabile», ha concluso Davide Milani, coordinatore dell’area disabilità e fragilità.

Valentina Soave



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