STORIA DI UNA CALAMITA – Con Luigi e Nicola, prima tappa di un viaggio speciale

A volte, di ritorno da un viaggio, capita di tornare a casa con alcuni oggetti ricordo dei luoghi vissuti. Ad esempio, i frigoriferi di molte case sono decorati di calamite che raccontano posti magici, che riaprono gli occhi e il cuore su esperienze meravigliose.

Tuttavia, ci sono anche viaggi che sono speciali nella loro quotidianità, senza bisogno di andare in posti lontani. Un viaggio di questo tipo è raccontato proprio da una calamita, e dalla storia in varie fasi che la crea.

Questa storia parte nella falegnameria di Monteverde a Badia Calavena. Qui, su una sottile tavola di legno grezza, spessa pochi millimetri, Luigi disegna a matita tante sagome rettangolari. Luigi è attento al banco da lavoro mentre compie questa operazione, aiutato da una dima.

Poi, seguendo le linee attentamente tracciate da Luigi, le sagome vengono tagliate con l’uso di un traforo, da Nicola o Omar, a turno. Una volta ottenute tante piccole tavolette, il lavoro torna nelle mani di Luigi che le carteggia, togliendo così dai bordi possibili imperfezioni.

Questo primo lavoro crea la base di quella che diventerà una calamita speciale, e al tempo stesso migliora capacità importanti per Luigi, Omar e Nicola, e anche per Stefano e Michael, altre persone che eseguono attività simili.

Tutti e tre devono prestare attenzione affinché non escano pezzi storti dal legno originale, sin dal primo disegno con dima e matita. A volte c’è chi si distrae e vaga con la mente, fermandosi nel lavoro, e qui diventa prezioso il lavoro di gruppo per riprendere il ritmo, così come il preziosissimo lavoro delle operatrici e dell’operatore.

Questa specifica attività di laboratorio allena la motricità e la precisione, e per Luigi assume molta importanza anche l’aspetto relazionale. 

Non è un lavoro facile, in particolare l’uso del traforo. Chi viene in visita in Monteverde e prova a lavorare insieme a noi non riesce ad essere così preciso come lo sono Nicola e Omar, ormai due specialisti in questo.

Infine, il carteggio è finitura: permette di rimediare a un errore del traforo e rifinire il prodotto, che è così pronto per le fasi di lavorazioni successive.

Ogni donazione contribuisce a sviluppare le capacità relazionali, manuali e attentive di chi vive il laboratorio di falegnameria.

Questa tavoletta, disegnata, intagliata e rifinita è solo la prima parte di questo viaggio. Per scoprire cosa ospiterà sopra resta con noi nella prossima puntata.