
Il 29 maggio 2026, all’Auditorium di Tregnago, Monteverde ha celebrato i suoi primi quarant’anni insieme a tante persone che, in modi diversi, hanno contribuito a costruire questo percorso: lavoratori, famiglie, volontari, enti, amministratori, amici e sostenitori.
Una serata intensa, emozionante e partecipata che ha saputo raccontare ciò che Monteverde è stata e continua ad essere: una comunità che cresce attraverso le relazioni, la cura e la capacità di generare opportunità.
Ad aprire l’evento sono state le parole della Presidente Roberta Castagnini e del fondatore Giovanni Soriato, oggi Presidente Onorario di Monteverde, che hanno ripercorso alcuni passaggi significativi della storia della cooperativa.
Roberta Castagnini ha ricordato come la forza di Monteverde risieda nella capacità di costruire reti e relazioni significative, sottolineando il percorso partecipato che negli ultimi anni ha portato alla definizione del Manifesto dei Valori della cooperativa: un lavoro condiviso con lavoratori, volontari e consiglieri per riconoscere i valori da custodire e quelli da continuare a coltivare per il futuro. «Far parte di Monteverde significa far parte del bene pubblico», ha ricordato, evidenziando il legame profondo tra la cooperativa e la comunità che la sostiene.
Giovanni Soriato ha invece riportato i presenti alle origini di questa avventura, nata quarant’anni fa nelle piccole stanze messe a disposizione dalla parrocchia di San Zeno grazie all’intuizione di Giuseppe Dal Zovo. Da quei primi passi, compiuti con entusiasmo e risorse limitate, Monteverde è cresciuta fino a diventare una realtà capace di offrire servizi, laboratori e opportunità di inclusione per centinaia di persone. Un ricordo particolare è stato dedicato a tutte le persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla costruzione di questa storia e che oggi non sono più presenti.
A seguire sono intervenute numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni, portando il proprio saluto e riconoscendo il valore che Monteverde rappresenta per il territorio.
Il Sindaco di Tregnago, Simone Santellani, ha espresso gratitudine verso coloro che hanno guidato la cooperativa in questi quarant’anni, invitando tutti a riflettere su quanto il territorio sarebbe diverso senza la presenza di Monteverde.
Marco Tirabosco, Presidente di Federsolidarietà Veneto, ha ricordato come realtà come Monteverde siano espressione della società civile organizzata e svolgano una vera funzione pubblica, custodendo valori come reciprocità, fraternità e attenzione alla persona in un tempo caratterizzato da velocità e cambiamenti continui.
Molto significativo anche l’intervento di Luisa Andreetta, Direttrice del UOC – Unità, Operativa, Complessa disabilità e non autosufficienza distretti 1,2,3 e Direttrice del Distretto 2 dell’ULSS 9 Scaligera, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra servizi pubblici e Terzo Settore, riconoscendo a Monteverde la capacità di rinnovarsi costantemente e di continuare ad attrarre passione, competenze e nuove energie verso il lavoro sociale.
Marcello Lovato, Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Est Veronese, ha ricordato come quarant’anni fa il mondo del sociale fosse molto diverso da oggi e ha invitato la cooperativa a guardare al futuro con lo stesso spirito innovativo che ne ha caratterizzato il percorso fin dalle origini.
Parole di stima e riconoscenza sono arrivate anche da Ermanno Anselmi, Presidente del GAL Lessinia, che ha evidenziato il ruolo svolto da Monteverde nello sviluppo di reti territoriali e nella promozione di innovazione sociale in Val d’Illasi, e da Don Nicola Giacomi Parroco di Tregnago che ha definito Monteverde una realtà capace di trasformare ogni esperienza in un’opera d’arte, prendendosi cura non solo delle persone ma anche dell’arte del vivere.
Particolarmente emozionanti sono stati anche gli interventi di Maddalena Galvani, Presidente di Federsolidarietà Verona e Davide Bulighin, Direttore di Confcooperative Verona, che hanno restituito una testimonianza autentica di ciò che Monteverde rappresenta per chi la vive quotidianamente: un luogo in cui relazioni, lavoro, cura e inclusione si trasformano in opportunità concrete e in cui i limiti possono diventare talenti.
A chiudere gli interventi istituzionali sono state le parole del Dottor Felice Alfonso Nava Direttore servizi Sociosanitari dell’ULSS 9, che ha definito Monteverde “un’anima del territorio”, riconoscendole un ruolo di riferimento nell’ambito della disabilità e nella costruzione condivisa dei progetti di vita delle persone e delle loro famiglie.


Giovanni Soriato


Davide Bulighin

Accanto ai momenti istituzionali, la serata ha lasciato spazio all’arte, alla creatività e alle emozioni, linguaggi che da sempre accompagnano il percorso educativo e sociale di Monteverde.
Tra questi, la mostra collettiva “Intrecci di Noi”, un’opera composta da parole, immagini, colori e pensieri provenienti dai diversi servizi di Monteverde. Un racconto corale fatto di esperienze, ricordi e relazioni che ha restituito ai visitatori una fotografia autentica della vita della cooperativa. La mostra collettiva è stata curata dalla Dott.ssa Diletta Mazzocco coordinatrice dell’area Minori e Famiglia con il supporto del suo meraviglioso Staff. Impossibile nominare tutte le persone che hanno partecipato alla realizzazione della mostra collettiva, il rischio sarebbe quello di scordarsi qualcuno/a e per evitarlo il ringraziamento e riconoscimento va a tutte e tutti per la splendida esperienza e il contributo.
Grande emozione ha suscitato anche lo spettacolo “Tarabaralla, il tesoro del bruco baronessa”, nato all’interno del progetto di danzaterapia ed espressività artistica curato da LaFogliaeilVento APS. Musica, danza, narrazione e arte si sono intrecciate in una rappresentazione capace di coinvolgere il pubblico e raccontare, attraverso il linguaggio creativo, il valore dei sogni, della trasformazione e della partecipazione.
A dare vita a questo viaggio sono stati professionisti e artisti che da anni mettono il proprio talento al servizio dell’educazione e dell’inclusione: Elisabetta Garilli, pianista, compositrice e formatrice, autrice delle musiche e del libro “Tarabaralla, il tesoro del bruco baronessa”; Gianluca Gozzi, musicista; Serena Abagnato, artista polimaterica, illustratrice e scenografa; e Giulia Carli, ballerina e danzaterapeuta. Insieme hanno costruito uno spettacolo capace di parlare a tutte le età, trasformando il palco in uno spazio di incontro tra arte, emozioni e comunità.
Durante la serata è stato dedicato un momento speciale di ringraziamento a Gastone Marchesi, figura storica della raccolta fondi di Monteverde, per l’impegno e la passione con cui negli anni ha sostenuto i progetti della cooperativa. Un passaggio simbolico che ha visto anche la presentazione di Benedetta Procura, nuova fundraiser di Monteverde, chiamata a raccogliere il testimone e a proseguire questo importante percorso di costruzione di relazioni e sostegno alla comunità.
L’evento si è concluso con un aperitivo condiviso, accompagnato dalle note dei Dieci Più Group e dalla possibilità di visitare la mostra, incontrarsi e continuare a vivere insieme il clima di festa che ha caratterizzato tutta la serata.
Tra i saluti finali è intervenuta anche Stefania Solfa, Presidente dell’associazione Il Paese di Alice ODV, che ha voluto esprimere il proprio ringraziamento a Monteverde per il percorso di collaborazione costruito negli anni. Nel suo intervento ha ricordato come il rapporto tra le due organizzazioni sia cresciuto nel tempo attraverso condivisioni, progettualità comuni e una reciproca fiducia, elementi che hanno permesso di generare valore per il territorio e per le persone. Un messaggio che ha richiamato uno dei temi più forti emersi durante tutta la serata: la consapevolezza che le comunità diventano più forti quando le relazioni si fondano sulla stima, sulla collaborazione e sulla capacità di camminare insieme.






I quarant’anni di Monteverde non rappresentano un punto di arrivo, ma una tappa di un cammino che continua. Quello che abbiamo visto e vissuto è stato il risultato di tante mani, tanti pensieri e tanti cuori che si sono intrecciati nel tempo. Perché Monteverde continua a fare ciò che ha sempre cercato di fare: coltivare sogni, creare legami e generare futuro.
A tutte le persone che hanno partecipato, collaborato e reso possibile questa serata va il nostro grazie più sincero.
Noi coltiviamo sogni. Tu puoi farli fiorire con noi.





